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Un tribunale americano ha stabilito che l'IA può comprare sul tuo sito al posto del cliente

Nono Circuito, 4 agosto 2026. E Google ha iniziato a telefonare alle aziende per conto di chi cerca: chi decide se quella chiamata ti arriva sei tu, dalla tua scheda.

9th Circuit + documentazione dei fornitori · 12 agosto 2026 · 4 min di lettura


A marzo 2026 Amazon aveva ottenuto un’ordinanza che impediva all’agente per gli acquisti di Perplexity di comprare su Amazon per conto degli utenti collegati. Sembrava il momento in cui la porta si chiudeva sugli acquisti fatti da un’IA al posto di una persona.

Il 4 agosto 2026 la corte d’appello federale del Nono Circuito, competente per la California e per gran parte della costa occidentale, l’ha annullata. Il ragionamento conta più dell’esito:

«It is the user who ‘accesses’ Amazon’s computers, with the help of the Assistant to carry out specific acts on Amazon.com.»

È l’utente che «accede» ai computer di Amazon, con l’aiuto dell’Assistente per compiere atti specifici su Amazon.com.

e

«the Assistant is a tool, not a person»

l’Assistente è uno strumento, non una persona.

Per i giudici è improbabile che Amazon abbia ragione quando invoca il Computer Fraud and Abuse Act, la legge federale statunitense sulle frodi informatiche. La corte ha lasciato aperta di proposito l’altra strada, quella contrattuale: «this outcome does not impair Amazon’s ability to regulate access to Amazon.com via private terms of service for its users» (questo esito non intacca la possibilità per Amazon di regolare l’accesso ad Amazon.com attraverso le condizioni d’uso private per i suoi utenti). La strada del reato informatico federale, invece, è chiusa.

Tradotto: tenere un agente IA fuori dal proprio sito è ormai una questione di condizioni d’uso e di configurazione tecnica, non di diritto penale. E soprattutto, gli agenti che fanno davvero acquisti hanno smesso di essere un’ipotesi.

Google ha già iniziato a telefonare alle aziende

AI Mode, la modalità conversazionale della ricerca di Google, prenota ristoranti, appuntamenti e biglietti attraverso partner dichiarati: OpenTable, Resy, Tock, Ticketmaster, StubHub, e per le attività di servizi Booksy, Fresha e Vagaro. Alla conferenza I/O 2026 Google ha annunciato l’estensione a esperienze e servizi locali negli Stati Uniti, compreso il fatto che sia Google a telefonare alle aziende al posto di chi cerca, per riparazioni in casa, estetica e cura degli animali. Chi decide se quelle telefonate possono arrivare è il titolare, dalle impostazioni della propria scheda Google Business Profile.

Quest’ultimo punto merita una seconda lettura. Per un’intera categoria di attività locali il «cliente» che fa la prima telefonata può essere un programma, e le impostazioni che decidono se riesce a raggiungerti stanno dentro una scheda che quasi nessun titolare apre da due anni.

Che cosa serve, oggi, per essere raggiungibile da un agente

Quattro cose, e la quarta è dove di solito si rompe.

Stare su una piattaforma di prenotazione che un assistente già integra. Booksy, Fresha, Vagaro, OpenTable, Resy, Tock. Per quasi tutte le attività di servizi locali oggi è l’unica strada esistente, e non è un progetto tecnico: è una decisione su quale piattaforma usare.

Tenere la scheda Google completa, aggiornata e configurata per le chiamate. È la superficie che usa l’agente telefonico di Google. Orari compresi i festivi, servizi elencati, e le impostazioni di gestione delle chiamate davvero riviste.

Avere un catalogo prodotti ordinato, se vendi merce. Con Google si passa dal Merchant Center. Con OpenAI, per ora, ci si candida e si aspetta di essere accettati.

Non bloccare al firewall gli agenti avviati da una persona. ChatGPT-User, Perplexity-User e meta-externalfetcher dichiarano tutti che le regole del robots.txt, il foglio di istruzioni che ogni sito espone ai crawler, potrebbero non applicarsi a loro, perché la richiesta l’ha avviata un essere umano. A fermarli è il firewall applicativo, il servizio che protegge il sito dagli attacchi, ed è lui a interrompere un acquisto a metà, in silenzio, senza che nessuno veda un messaggio di errore. Claude-User si comporta diversamente: Anthropic si impegna a rispettare il robots.txt anche per lui.

La parte onesta: l’integrazione diretta non la puoi comprare

Collegarsi direttamente ai protocolli con cui questi agenti fanno acquisti non è realisticamente alla portata di una piccola azienda senza una piattaforma partner. L’inserimento del catalogo su OpenAI è «currently available to approved partners» (attualmente disponibile per i partner approvati) e richiede una candidatura. Quello semplificato di Google attraverso Merchant Center è descritto come «rolling out over the coming months» (in distribuzione nei prossimi mesi), senza alcun dato pubblicato sull’adozione. Chi oggi ti vende un’integrazione diretta con un protocollo ti sta descrivendo una cosa che non puoi comprare.

Una questione aperta, che non ha risolto nessuno. Claude in Chrome è diventato disponibile a tutti il 26 agosto 2026: un agente che legge le pagine, clicca sui link, compila i moduli e usa gli accessi già attivi di una persona. Anthropic non pubblica per lui nessun identificativo, nessun controllo per chi possiede il sito e nessuna indicazione sul robots.txt. Se visita il tuo sito, oggi non hai nessun modo documentato di riconoscerlo o di dirgli di no. È un buco vero, e preferiamo segnalarlo piuttosto che far finta che il quadro sia completo.

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