Metà del traffico sul web non è più umano
E l'addestramento delle IA è ormai il 52% di tutte le richieste dei programmi automatici, contro il 22% di un anno fa.
Cloudflare, luglio 2026 · 26 giugno 2026 · 3 min di lettura
Cloudflare sta davanti a una fetta grossa del web e pubblica quello che vede. A luglio 2026 ha pubblicato tre numeri che, messi insieme, descrivono un internet diverso da quello su cui quasi tutte le aziende credono di stare.
Più del 50% del traffico su internet non è più umano
52% delle richieste dei programmi automatici serve ad addestrare le IA,
contro il 22% della primavera 2025
Oltre il 36% dell'attività automatica è a uso misto, e nemmeno Cloudflare
riesce a capire a cosa serva la richiesta
Il primo numero fa i titoli. Il terzo è quello che conta.
I programmi a uso misto sono il problema irrisolto. Googlebot è l’esempio più chiaro: lo stesso programma che indicizza il tuo sito per la ricerca normale alimenta anche le AI Overviews. Non c’è modo di servire l’uno e non l’altro. Più di un terzo di tutta l’attività automatica ricade ormai in questa categoria: richieste il cui scopo non si può dedurre dalla richiesta stessa. Cloudflare la indica come il problema aperto centrale nella gestione dei bot, ed è il motivo per cui il consiglio semplice “basta bloccare i programmi delle IA” non sopravvive al contatto con la realtà.
Lo squilibrio del traffico è la seconda storia. Cloudflare pubblica i rapporti fra scansioni e visite rimandate indietro, cioè quante pagine si prende il programma di una piattaforma per ogni visitatore che ti manda. Per la prima settimana di agosto 2025:
Anthropic 50.000 : 1
OpenAI 887 : 1
Perplexity 118 : 1
Due note oneste su quelle cifre, perché vengono citate con leggerezza. Nello stesso articolo Cloudflare dice che il traffico rimandato dall’app di Claude non porta l’intestazione con la provenienza, quindi “questi calcoli potrebbero sovrastimare i rispettivi rapporti, ma non è chiaro di quanto”: il numero di Anthropic è il meno affidabile dei tre. E Cloudflare non pubblica rapporti aggiornati per piattaforma da agosto 2025. Se vedi una cifra del 2026, quella da “4.580 a 1” che gira parecchio è la più comune, non risale a nessuna pubblicazione di Cloudflare.
Cosa significa per un’azienda con un sito normale?
Meno di quanto potresti temere, e qualcosa di diverso da quello che ti aspetteresti.
Il tuo sito viene quasi sicuramente già scansionato da questi sistemi. Il riepilogo annuale 2025 di Cloudflare metteva Googlebot al 4,5% di tutto il traffico di richieste HTML e tutti gli altri bot IA messi insieme al 4,2%. È carico vero, ma non è la cosa di cui preoccuparsi.
La cosa di cui preoccuparsi è l’asimmetria dello scambio, e cosa si sta facendo per risolverla. Dal 2023 sono stati firmati più di cinquanta accordi di licenza fra editori e aziende IA. Cloudflare ha attivato una politica di segnali sui contenuti su 3,8 milioni di domini, anche se quel numero è soprattutto Cloudflare che imposta un valore di partenza e non editori che ne scelgono uno, e ha lanciato un sistema che permette a un sito di farsi pagare a scansione. Su quello non ha pubblicato dati di adozione nessuno, e chi te ne cita uno se lo sta inventando.
Per una piccola azienda il conto è semplicemente diverso da quello di un editore. Un giornale ci perde quando una macchina risponde invece di mandare il click. Un idraulico non ha una raccolta pubblicitaria da difendere: che la macchina lo nomini è il risultato. Il problema dell’editore e quello della piccola azienda si somigliano e sono opposti. Quasi tutto quello che leggerai sui programmi automatici delle IA è scritto dalla parte dell’editore, e applicarlo a un’attività di servizi è il modo in cui si finisce per bloccare proprio il programma che ti avrebbe consigliato.
E una trappola collegata. Il lancio della misurazione della visibilità IA di Cloudflare, ad agosto 2026, portava una riga su cui vale la pena fermarsi: “meno della metà di tutte le richieste di pagine HTML arriva ormai da un essere umano”. Se le tue statistiche mostrano traffico piatto mentre i log mostrano crescita, sono vere entrambe e stanno misurando due popolazioni diverse.